Tokyo, la città del futuro

by Luna

Terza fermata – Il futuro – Tokyo

Come formichine instancabili gli abitanti di Tokyo si muovono, perché nel futuro non c’è tempo da perdere. Corrono, camminando a passo rapido, in modo ordinato, senza che né pioggia né vento lì possa scomporre. Fiumi di persone scorrono per le strade e svaniscono nell’intimità delle nascoste case.

In questa città mi sono sentita come un’osservatrice esterna dell’evoluzione del tempo: tutto quello che mi circondava si muoveva senza che io ne facessi veramente parte.

Sicuramente il posto dove questo concetto si è realizzato al meglio è il Mercato ittico di Tsukiji. Una gigantesca realtà parallela che si attiva nelle prime ore della giornata quando tutto il resto di Tokyo o sta dormendo profondamente o sta bevendo l’ultimo drink dopo una serata per locali.

Questo mercato sembra una città dentro la città. Nelle mille stradine di questo luogo sfrecciano piccoli muletti colorati come se fossero macchine sportive. I piloti sembrano immersi nel loro mondo tanto da non prestare nemmeno attenzione alle persone che attraversano la strada. Una sola la loro missione: distribuire il pesce nei vari bancali per la vendita. Pare che nemmeno la pioggia li possa fermare. Le gocce d’acqua scorrono intense sulle loro giacche impermeabili e gli ombrelli di plastica trasparente fungono futuristici scudi.

Purtroppo per noi viaggiatori partecipare all’asta del tonno non è così semplice dato che l’accesso al mercato centrale è limitato ai soli venditori/compratori. Per ammazzare il tempo quindi ho pensato che una colazione a base di sushi facesse proprio al caso mio. Al di fuori del mercato centrale, infatti, ci sono svariati ristorantini, dove servono pesce freschissimo in tutte le salse.  Finita la mia colazione proteica, mi addentro in questa baraonda alla scoperta dei più strani tipi di pesci in commercio.

All’interno del mercato ittico, tutti hanno il loro ruolo specifico: da chi pulisce il pesce, da chi lo dispone accuratamente sui bancali e da chi è addetto alla vendita. Ogni cosa si muove rapidamente ma sempre armoniosamente fino all’ora di pranzo. Poi in un batter d’occhio tutto svanisce come in un sogno. Così fino alla notte seguente.

Non saprei dirvi se ottobre è un mese così ma quel che so è che di pioggia ne ho vista parecchia a Tokyo. Alla fine di tutto però la ringrazio perché mi ha dato la possibilità di esplorare parti della città che forse non avrei visitato in una splendida giornata di sole.

La National Art Center di Tokyo (NACT) è stata la mia prima sorpresa. Il sinuoso ed elegante edificio, progettato dall’architetto Kisho Kurokawa, ospita svariate mostre temporanee.

Per mia grande fortuna sono capitata lì durante la mostra del maestro Tadao Ando. Questo geniale e avventuroso architetto autodidatta ha definito il suo stile esaltando la bellezza di semplicità, vuoto e austerità. La mostra era sviluppata in diverse sale, dove schizzi, modelli e foto delineavano la crescita professionale di Tadao. Questa esperienza intensa e suggestiva mi ha permesso di conoscere meglio questo artista e di ritrovarlo successivamente nelle vie di Tokyo.

Uscita da questo viaggio nelle strutture di cemento di Tadao, mi sono dedicata a una seconda mostra all’interno del NACT: SUNSHOWER – Contemporary Art from Southeast Asia 1980s to Now. Questa mostra, esposta in due diversi musei, il NACT e il Mori Art Museum, raccontava tramite le sue opere la storia di una regione che, dopo la fine dell’epoca colonialista, è stata inondata da enormi sconvolgimenti politici, sociali ed economici. Un’esperienza multi-etnica, multi-linguistica, e multi-religiosa ha definito ogni mio passo tra le diverse opere.

Purtroppo non so se quando ci andrete queste esibizioni saranno ancora lì ma sicuramente ce ne saranno altrettante ugualmente emozionanti. La mia conclusione: anche in una giornata di sole ne sarebbe comunque valsa la pena.

E il resto di Tokyo?

Il resto di Tokyo è vasto, penetrante e quasi alienante. Sembra di essere catapultati in Blade Runner, che tra l’altro, cosa ironica, il film era effettivamente ambientato nel 2019. Coincidenza o visione futuristica?

Le strade pullulano di gente e sono sopraffatte da slogan pubblicitari, da assordante musica e da fluorescenti scritte luminose quasi ad esprimere la voce impersonale di una società oppressa dalle severe strutture sociali. Ad alcuni angoli si ritrovano però ancora i segni della tradizione, in templi e giardini silenziosi, come oasi nel deserto.

Cosa vedere a Tokyo, Giappone. Informazioni pratiche

Dormire in comodi loculi

Un’esperienza certamente da provare è quella di dormire nelle “capsule”. Per ottimizzare lo spazio, infatti, alcune strutture alberghiere sono dotate di cuccette più o meno grandi dove è possibile dormire. L’idea potrebbe richiamare ai loculi dei cimiteri ma una volta superato questo preconcetto le “capsule” si rivelano veramente confortevoli. Durante il mio viaggio ho pernottato nell’ostello Kaisu, situato vicino al quartiere Roppongi in una posizione conveniente per spostarsi con facilità per la città. Il bar all’interno della struttura è frequentato dagli ospiti dell’ostello ma anche da esterni specialmente durante le serate in cui vengono allestite mostre artistiche. Decisamente un ottimo indirizzo.

Cosa vedere a Tokyo

Ostello Kaisu, Tokyo

Gironzolando per la città

Numerose informazioni sui quartieri da visitare le potrete trovare nelle vostre guide turistiche perciò mi limito ad elencarvi esclusivamente i posti che mi hanno colpito particolarmente.

Mi è capitato casualmente di fare due passi nella zona tra la ferma della metro Omote-Sando e quella di Harajuku (vicino al quartiere Shibuya) e sono stata piacevolmente sorpresa dalla ricercata semplicità di questo quartiere. La confusione luminosa e sonora delle vie di Shinjuku lascia qui spazio alla tranquillità di piccole case, di negozi curati nei minimi dettagli e di piccoli bar dal sapore alternativo. Una svolta sicuramente interessante nel tragitto per raggiungere il giardino Meiji Jingu.

Nei pressi del tempio Senso-ji vi consiglio di visitare la zona Kappabashi Kitchen Town. In queste vie potrete trovare e comprare le riproduzioni in plastica della maggior parte delle pietanze cucinate in Giappone: queste riproduzioni sono fatte talmente bene che vi verrà l’acquolina in bocca.

Studio Ghibli Museum

Non so se voi siate dei fans delle animazioni dello Studio Ghibli ma in caso lo foste, vi consiglio di andare a visitare il museo a Tokyo. Per mia sfortuna non sapevo bisognasse prenotare in anticipo (anche 3 mesi prima) per avere la possibilità di immergersi in questo mondo incantato e ho dovuto rimandare la visita al prossimo viaggio. Qui potete trovare tutte le informazioni del caso al sito ufficiale del Ghibli Museum.

Per consolarmi della mancata visita al museo Ghibli ho deciso di adottare il piccolo Totorino che da subito è diventato un fidato compagno di viaggio.

Cosa vedere a Tokyo

Totorino

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