Incontrare gli oranghi del Borneo indonesiano

by Tanja

La nostra avventura in Indonesia è iniziata con l’incontro con gli oranghi del Borneo, uno dei momenti più intensi di questo viaggio. Dal posto finestrino del nostro piccolo aereo a eliche abbiamo visto per la prima volta la fitta foresta pluviale del Tanjung Puting National Park nella regione del Kalimantan. Nel piccolo e basico aeroporto Boh – la nostra sorridente guida indonesiana – ci stava aspettando. Questo è l’inizio di una delle esperienze più straordinarie che abbiamo vissuto in Indonesia.

Navigando lenti lungo il fiume Sekonyer a bordo di un klotok, barca tradizionale a due piani, abbiamo lasciato il mondo moderno alle nostre spalle e scoperto una nuova profonda connessione con madre natura. Le ore passavano lente scrutando la giungla con un binocolo, camminando nella foresta e osservando incantati gli oranghi e le sagome delle nasiche – le scimmie con la proboscide – stagliate contro tramonti cremisi. Al calar del sole, il cielo si riempiva di un milione di stelle e il richiamo di rane, cicale, scimmie e uccelli meravigliosi sostituiva il silenzio.

oranghi del Borneo

INCONTRO CON GLI ORANGHI

Il secondo giorno di trekking abbiamo scorto tra le foglie una creatura dal pelo rosso che ci fissava incuriosita. Trattenendo il respiro, abbiamo ricambiato lo sguardo. Camminando lentamente, la mamma orango è venuta a sedersi proprio davanti a noi. I suoi grandi e profondi occhi castani pieni di gentilezza e saggezza. Con il braccio destro, teneva stretto il suo piccolo. Noi seduti su un tronco e lei seduta a pochi centimentri. Tutto d’un tratto eravamo a tu per tu con un orango del Borneo, un’esperienza che non dimenticheremo mai!


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oranghi del Borneo

Gara e il suo piccolo

Oranghi del Borneo

Il nostro breve ed intenso incontro con Gara

Il suo nome è Gara ed è uno dei tanti oranghi salvati e salvati dalla Orangutan Foundation International e successivamente rilasciati nel parco vicino a Camp Leakey – centro di ricerca e conservazione che prende il nome dall’antropologo Louis Leakey.

Abbiamo avuto la fortuna di vedere queste creature speciali durante una crociera di 3 giorni che ci ha portato attraverso la fitta giungla del Tanjung Puting National Park nel Borneo. Il parco ospita 5.000 oranghi e dirigendoci verso le piattaforme dove i ranger posano chili e chili di banane abbiamo incontrato diversi esemplari ognuno con la propria storia e il proprio carattere. I piccoli che, totalmente dipendenti dalla madre fino ai 7-8 anni di età, si tengono stretti alla sua pelliccia mentre lei volteggia tra i rami degli alberi. Poi ci sono i maschi adulti, con le loro ampie guance, aggrappati a rami che sembrano troppo fragili per sostenere i loro enormi corpi. Le loro chiamate possono durare fino a cinque minuti e essere sentite a più di un miglio di distanza. Infine i giovani, con la loro pelliccia rossa disordinata che brilla come rame nel sole del pomeriggio. Afferrano i rami con facilità e si muovono con grazia, ma non sembrano mai avere fretta.

oranghi del Borneooranghi del Borneo

Gli oranghi appartengono all’ordine delle grandi scimmie, ominidi, così come i gorilla e gli scimpanzé. Queste creature gentili vivono nella fitta giungla del Borneo e di Sumatra, due delle più grandi isole del sud-est asiatico.

In Bahasa Indonesia – lingua indonesiana – orang significa persona e hutan significa foresta. Nel corso del tempo questi splendidi primati divennero noti come orangutan, uomini della foresta. E non si poteva scegliere un nome più appropriato. Gli oranghi sono uno dei esseri viventi più vicini all’uomo moderno, infatti condividono con noi il 96,4% del DNA.

oranghi del Borneo

Per quanto possa sembrare incredibile, gli oranghi possono comunicare con gli umani attraverso il linguaggio del corpo usando fino a 30 parole. Possono anche usare strumenti, costruire nidi, cuscini e coperte, usare foglie per proteggersi dalla pioggia e dal sole e talvolta anche avvolgerle su se stessi creando una sorta di poncho.

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CAMMINATA NOTTURNA NEL TANJUNG PUTING NATIONAL PARK

Il secondo giorno nel Tanjung Puting National Park si è concluso con una camminata notturna nella foresta. Con noi, la nostra guida Boh e un ranger del parco. Sorprendentemente abbiamo scoperto che ad ogni metro di distanza c’era la casa di una gigantesca tarantola, che alcune piante e foglie si illuminano nell’oscurità e che la foresta ospita anche tarsi – scimmie non più grande di una mano – pitoni, scorpioni, gibboni, lori lenti, leopardi nebulosi, zibetti, buceri, orsi malesi del sole, il tragulo cervo-topo, antilopi nane, cervi sambar, martin pescatori e presbiti marroni.

PERCHÉ GLI ORANGHI SONO A RISCHIO ESTINZIONE?

Tanjung Puting è l’esempio più vasto e diversificato delle estese foreste tropicali costiere che un tempo coprivano gran parte del Borneo meridionale. L’area fu originariamente dichiarata riserva di caccia nel 1935 e un parco nazionale nel 1982. Nonostante la creazione di aree protette gli oranghi stanno rischiando l’estinzione. Tre sono le principali minacce. Deforestazione: circa l’80% dell’habitat degli oranghi è stato distrutto negli ultimi 20 anni. L’Indonesia perde in media 51 km quadrati di foresta al giorno. Al suo posto sorgono piantagioni di olio di palma. Bracconaggio: con il diminuire delle foreste, gli oranghi rimangono esposti e diventano facile preda dei cacciatori. Commercio di animali domestici: sul mercato nero, circa un migliaio di cuccioli di orango vengono venduti ogni anno.

Come possiamo aiutare a salvare l’orango?

L’olio di palma è la principale causa di estinzione degli oranghi nel Borneo e nell’isola di Sumatra. È utilizzato in prodotti per capelli, dentifrici, detersivi, cene a microonde congelate, biscotti, burro di arachidi, Nutella, creme, trucchi e molto altro. Ma non è troppo tardi! L’industria dell’olio di palma continuerà a prosperare solo finché i consumatori continueranno a comprare prodotti contenenti questo ingrediente. Cosa fare? Primo passo: dire NO all’olio di palma. Scegli i prodotti Palm Oil Free o usa l’app per rilevare l’olio di palma nei prodotti. Secondo passo: aumentare la consapevolezza. Sempre più persone diventano consapevoli degli effetti negativi dell’olio di palma. Questo aumenta la pressione sui produttori che man mano scelgono di passare a fonti sostenibili. Infine: donare o fare volontariato. Il lavoro di conservazione degli oranghi è vitale per la sopravvivenza della specie. Puoi garantire che questo lavoro continui donando ad una delle tante organizzazioni come la Orangutan Foundation International, o facendo volontariato nei centro di conservazione e riabilitazione degli oranghi.

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COME SCEGLIERE IL GIUSTO TOUR PER VISITARE LA GIUNGLA DEL BORNEO

In alta stagione (luglio – settembre) prenotare in anticipo è un must. Scegliendo la barca per il nostro tour abbiamo trovato aziende ecologiche e responsabili e altre meno. Abbiamo scelto una cabina all’aperto – senza aria condizionata – in quanto le compagnie che offrono cabine con aria condizionata tengono il generatore acceso tutta la notte causando un rumore costante che tiene svegli gli ospiti  delle altre barche e spaventa gli animali, disturbando il loro riposo. Quando ci dissero che avremmo dormito su un materasso sul pavimento di una piccola barca con una zanzariera come unica protezione, non eravamo sicuri di cosa aspettarci. Vero, la barca era piuttosto basica, ma noi eravamo lì per l’esperienza e per gli oranghi e Local Guides non ci ha deluso! Le guide, nate e cresciute nel Kalimantan, sono appassionate ed esperte. Ma c’è di più! Il sito offre un servizio eccezionale per chi viaggia da solo. I tour privati sono molto costosi per un singolo viaggiatore, quelli di gruppo invece sono composti da gruppi numerosi e spesso caotici (le barche sono di piccole dimensioni e i gruppi arrivano a 20-25 persone). Local Guides ha creato un forum per aiutarti a trovare altri viaggiatori solitari interessati a condividere un tour privato.

Un’altra compagnia che raccomandiamo vivamente è l’Orangutan House Boat Tours, gestita dal giovane Fardi. Tutti i pasti sono stati serviti sulla barca e il team a bordo è accogliente, competente e appassionato sia della loro terra che degli oranghi nonchè attento all’ambiente (ignorando i coccodrilli, i ragazzi dello staff si sporgono per raccogliere a mani nude le bottiglia di plastica che galleggiano nel fiume).


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oranghi del Borneo

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COME RAGGIUNGERE IL TANJUNG PUTING NATIONAL PARK E IL BUDGET

Il modo più semplice per raggiungere il Tanjung Puting National Park è volare a Pangkalanbuun. Abbiamo iniziato il nostro viaggio a Giacarta, da dove abbiamo preso un volo diretto di 1 ora per Pangkalanbuun con la Trigana Air (a volte le compagnie aeree indonesiane accettano solo carte di credito locali. Per aggirare questo problema noi abbiamo prenotato il volo su NusaTrip.com). Li siamo saliti a bordo di un klotok – barca tradizionale – per un tour di 3 giorni con Local Guides nel Tanjung Puting National Park. I prezzi per un tour in barca alla ricerca degli oranghi del Borneo variano in base al numero di persone a bordo e al numero di notti. Noi abbiamo scelto una barca privata e un tour di 3 giorni / 2 notti al costo 500 €. Il prezzo includeva 3 pasti al giorno, trasferimenti aeroportuali, guida turistica locale, biglietti d’ingresso, tassa di conservazione. Il nostro volo per Giacarta – Pangkalanbuun è costato 54 € a tratta.

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COSA METTERE IN VALIGIA PER UN SAFARI NELLA GIUNGLA DEL BORNEO

Visitando il Borneo è consigliabile, in qualsiasi momento dell’anno, mettere in valigia un poncho, vestiti anti-pioggia e un repellente per insetti in quanto è una zona a rischio, se pur basso, di malaria. Il clima è caldo e può diventare umido quando si cammina nella giungla. Porta un cappello, crema solare e scarpe da ginnastica / scarpe da trekking. Le notti sono fresche, quindi consigliamo pantaloni e maglia a maniche lunghe.

oranghi del Borneo

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QUANDO VISITARE IL TANJUNG PUTING NATIONAL PARK E VEDERE GLI ORANGHI DEL BORNEO

L’alta stagione nel Tanjung Puting National Park va da giugno a settembre. Durante questi mesi di clima secco è più facile avvistare gli oranghi nel Borneo poiché, data la scarsità di cibo nella foresta, è più probabile che visitino le piattaforme dove i ranger del parco portano le banane. Nonostante l’affollamento di turisti nel parco in questo periodo dell’anno la nostra esperienza è stata incredibilmente positiva e abbiamo vissuto incontri straordinari con la fauna locale.

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