Siviglia. Cosa vedere nella capitale andalusa

by Tanja

L’intrico di viuzze, i ritmi lenti, il profumo degli aranci, l’aria esotica e le contaminazioni tra cultura cristiana e araba… Siviglia è stata amore a prima vista. C’è qualcosa di magico nell’aria di questa città. Tauromachia, religione, flamenco. Tutto sembra essere dominato dalla passione. Senza dubbio, la capitale andalusa è una città dalla quale si riparte con il sorriso sulle labbra.
Qui il sole splende quasi 300 giorni all’anno. La luce è calda, tanto da far sembrare la città dorata.

Alla sua bellezza hanno contribuito, nel tempo, arabi, romani, fenici, greci e cartaginesi, ognuno lasciando un segno distintivo che ha reso Siviglia unica al mondo. Qui Cristoforo Colombo si preparava per partire per quelle che pensava sarebbero state le Indie e le flotte spagnole portavano tesori esotici provenienti da tutte le colonie (non perderti una visita all’Archivo General de Indias, Av. de la Constitución).

Ma per capire a fondo questa città bisogna partire dal suo cuore pulsante, il Real Alcázar di Siviglia. Il palazzo, patrimonio dell’UNESCO, testimonia con le sue stratificazioni il susseguirsi dei secoli e il passaggio di romani, Mori e re cattolici. Camminando oggi per i suoi giardini pare impossibile che qui ci fosse un harem con ottocento favorite e che il temuto re al-Mu’tadid decorasse le terrazze con i fiori piantati nei teschi dei suoi nemici.

Appena fuori dalle mura dell’Alcázar ci si trova di fronte la Cattedrale di Siviglia e la Giralda, una simbiosi perfetta di diversi stili e diverse civiltà, una torre che nasce come minareto e finisce per diventare un campanile. Ai suoi tempi, la Giralda, era la torre più alta al mondo. Costruita nel 1184 per ordine di Abu Yaqub Yusuf e destinata a essere il minareto della moschea di Siviglia, fu costruito senza scale per permettere al sultano di salire a cavallo del suo destriero per poter ammirare il bellissimo panorama. Ancora oggi, salendo sulla torre è possibile ammirare tutta la città, mentre ai suoi piedi si trovano il Patio degli Aranci e la più grande cattedrale gotica esistente.

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Per una vista mozzafiato sulla cattedrale e sulla Giralda prova uno dei tanti rooftop bar del centro. Noi abbiamo provato la Terraza EME, vista mozzafiato e good vibes ma prezzi alti. Altri locali con vista: Terraza EME, Maria Hotel, Terraza PuraVida, Hotel Inglaterra e Gourmet Experience.

Ancora pochi passi e seguendo il Callejon del Agua, una viuzza imbiancata che costeggia le mura dell’Alcázar, si entra nel Barrio Santa Cruz. Un dedalo di stradine o calle – come quelle veneziane – piazze decorate da piccole fontane, aranci, patii verdi e azulejos, piastrelle di ceramica smaltata introdotte dai Mori. Siamo nell’antico quartiere ebraico, il più affascinante di Siviglia. Passeggiando per le strette vie di Santa Cruz si raggiungono i Jardines de Murillo, un tempo parte degli orti del Palazzo Reale. A poca distanza il l Parco Maria Luisa con al suo interno l’affascinante Plaza de España. Costruita in occasione dell’Esposizione ibero-americana del 1929, la piazza è l’abbraccio della madre patria verso le sue antiche colonie. Il piccolo canale è navigabile con barchette a remi noleggiabili a 6 € per 35’.

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Siviglia tra tapas & flamenco

Ora fermati e chiudi gli occhi…
C’è della musica gitana che proviene da qualche angolo in lontananza e il profumo degli aranci riempie l’aria. Ti trovi nella bellissima Plaza de Doña Elvira, la nostra preferita. Ti basta girare a sinistra per gustare le deliziose tapas di Casa Román, uno dei pochi locali autentici del barrio. Trovi un tavolino al sole e ordini una tapas con chorizo, una con lombata al whisky! E un vino tinto, claro!

Perchè a Siviglia, le tapas sono molto più che semplici assaggi di specialità locali in miniatura, sono un’esperienza da vivere in compagnia, sono parte fondamentale della vita dei sivigliani, sono passione, gusto, ritmi lenti, degustazione e chiacchierata tra amici. Queste piccole prelibatezze sono un rincorrersi di sapori tra mare, terra, gusto iberico e influenze arabe. Il costo? Dai 2 ai 3€ a porzione. Il modo migliore per gustarle è seguendo una ruta de tapeo – giro gastronomico assaggiando tapas – alla ricerca dei migliori tapas bar di Siviglia, da quelli più conosciuti a quelli più nascosti e caserecci, magari includendo anche in un mercato coperto!
Da provare: Antiguedades Bar, Argote de Molina 40; Las Teresas, Calle Santa Teresa 2; Casa Román, Plaza Venerables 1; Mercato di Triana, Calle San Jorge 6, Mercado de Feria, Plaza Calderón de la Barca.

Tapas da provare:

Boquerones fritos’, piccole acciughe fritte e croccanti
Tortilla de patatas’, omelette tradizionali spagnolecosa fare a Siviglia
Salmorejos’, deliziosa zuppa fredda a base di pomodoro fresco, olio d’oliva, aglio e pane
Rabo de toro’, coda in umido
Solomillo al whiskey’, lonza di maiale

…e le più classiche: Queso de Cabra, Jamón Iberico de Bellota, Chorizo, croquetas e olive!

Per uno spuntino dolce prova i churros, bastoncini di pasta fritta zuccherata e ricoperta di cioccolato fuso.

Da bere: dimenticati della sangria – che, così come la paella, non ha origini andaluse – e prova il tinto de verano, il vino rosso d’estate (3 € a calice). L’ingrediente base di questa bevanda fresca e dissetante è sempre il vino rosso, a cui va aggiunta la gassosa, dal gusto delicato con sentore di limone e ghiaccio. Altri vini locali dolci sono lo sherry, il brandy di Jerez e il Vino de naranja, il vino all’arancia tipico di Siviglia.

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La Carboneria

Per conoscere l’anima di questo popolo non si può non parlare di flamenco. Definirlo è impossibile. Le sue origini si perdono nella storia dell’Andalusia e dei popoli più travagliati e perseguitati che, nei secoli, attraversarono in Paese. Nel flamenco si intrecciano il folklore andaluso, l’eredità araba, l’influenza ebraica e la cultura dei gitanos, popolo di origine indiana che, agli inizi del XV secolo, si stabilirono nelle campagne intorno a Cadice che nel 1700 da vita. A poco a poco il flamenco esce dal mondo privato della famiglia, dei cortili, dalle taverne, fino ad approdare, a metà Ottocento, ai Café cantante. Oggi è possibile vedere performance di flamenco autentiche e gratuite in alcuni bar nei quartieri di Santa Cruz e Triana, il quartiere gitano. Il nostro preferito è La Carboneria (Calle Céspedes 21). Il cibo qui non è dei migliori, ma vino, musica, danza e passione sono imperdibili!

Gli aranci

Anche le arance fanno parte della lunga tradizione andalusa. Furono introdotte dai Mori come alberi ornamentali e di buon auspicio. Secondo una vecchia tradizione questi alberi portavano felicità a chi li piantava. Così, secolo dopo secolo, gli aranci si sono diffusi tra le strade e le piazze di Siviglia.

L’odore è inebriante, la voglia di assaggiare un frutto è irrefrenabile. Ti chiedi come mai nessuno li mangi poi, come una Eva del ventunesimo secolo, ti avvicini a un albero, raccogli un frutto… eeeeee amaro!!! Giusto, le arance selvatiche di Siviglia sono amare e per questo vengono utilizzate per profumi, marmellate, liquori come il Cointreau o il Curaçao e vini dolci. Ricordi il Vino de naranja di cui parlavo prima?

Consigli pratici per visitare Siviglia

Quando andare.

La Siviglia che amiamo è quella invasa dal profumo di arance. Plazas, stradine e patii non sarebbero gli stessi senza gli alberi stracolmi di frutti. I frutti si raccolgono nel mese di febbraio, quindi i mesi di gennaio e febbraio sono ideali.

Dove dormire.

Il quartiere di Santa Cruz è senza dubbio il più pittoresco e il più centrale di Siviglia. Noi abbiamo soggiornato all’Hotel Dona Lina, a pochi passi dall’Alcázar e dalla cattedrale, dalla romantica Plaza de Doña Elvira, dai ristorantini e dalla vivace vita notturna.

Qualche consiglio extra.

Real Alcázar. Per evitare code infinite (più di 2h) all’ingresso compra il biglietto online. Il sovrapprezzo è di soli 0,50€ e avrete accesso prioritario da una fila riservata.cosa fare a Siviglia

Carrozza trainata dai cavalli. Per quanto possa sembrare romantica, questa attrazione è una forma di violenza verso questi magnifici animali. I cavalli sono sporchi e malnutriti, sfruttati senza tregua fino a tarda sera, anche nei giorni estivi quando le temperature superano i 40° e l’asfalto è rovente.

Basilica de la Macarena. Questa chiesa si trova nel quartiere omonimo, forse il più caratteristico di Siviglia. Anche se si trova un pò fuori dalla parte più turistica del centro merita una visita. La basilica ospita la Virgen de la Macarena, rappresentazione della Madonna coperta da un enorme mantello color carminio e oro, che viene portata in giro per la città durante la Semana Santa.

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